La narrazione elettorale va iniziata per tempo

Perché una campagna elettorale deve cominciare a costruire e comunicare la storia del personaggio fin da un anno prima (se non di più)?

I grandi sceneggiatori sanno bene come portare l’attenzione del pubblico al conflitto interiore del personaggio, per farlo contattare in profondità, e promuovere l’immedesimazione. Per questo, talvolta, la prima parte di una narrazione si concentra proprio su quest’aspetto. Quando il personaggio si troverà poi ad affrontare le sfide del suo viaggio, lo spettatore sarà emotivamente già connesso a lui; perciò, man mano che lo sviluppo della narrazione porterà a queste sfide, gli spettatori le vivranno sia a livello razionale che emotivo.

Ecco perché una campagna elettorale deve cominciare a raccontare il personaggio politico molto prima degli ultimi tre mesi in cui vi è un “intasamento mediatico“ di volti e comunicazioni.

Costruire e raccontare prima la propria narrazione permette di spiccare in un mare di volti senza storia. Questo vale ad ogni livello. Tanto che perfino Barack Obama, pur forte di una storia che l’ha già fatto vincere e di una visibilità senza pari, ha scelto di cominciare a ri-raccontarsi per tempo. Egli ha lanciato la propria campagna elettorale per il 2012 con più di un anno di anticipo. L’ha fatto attraverso uno spot di due minuti (it begins with us, inizia con noi), riprendendo il discorso con i suoi elettori e cominciando a guidarli ad una partecipazione a livello profondo, pescando motivazioni e speranze proprio dalla loro vita (e contattandoli così nel profondo della loro vita).

Obama non appare mai nello spot ma aleggia la sua presenza e la presenza della storia da lui narrata fin’ora in ciò che dicono le persone intervistate. Raccontano loro le nuove speranze di cui si deve far carico la storia di Obama.

http://www.barackobama.com/espanol

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Una risposta a La narrazione elettorale va iniziata per tempo

  1. Mario Grasso ha detto:

    Bell’articolo, complimenti! 😉
    In sintesi, il principio di Blumenthal di “campagna permanente” racchiude il senso del racconto di un candidato.
    Chiaro che c’è una fase di campaigning e una di governing ma la narrazione deve seguire un filo, un discorso.

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