Infomercial Obama 2008. Puro storytelling.

Ciò che emerge con grande forza dall’analisi di questo infomercial del 2008 di Barack Obama è l’enorme lavoro che è stato fatto a livello storytelling (sia sul piano dei contenuto che su quello della struttura narrativa) per connettere la narrazione dell’allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti, alla storia dei propri elettori ed al sentire più diffuso del momento.

Il video comincia proprio dando delle coordinate di significato precise: spazi della terra americana, volti di persone, bandiere USA. Una terra, una nazione, la sua gente. Non c’è un narratore ma è lo stesso Obama a raccontare e a fare da raccordo tra le storie comuni raccontate in prima persona da uomini e donne americani, e la propria visione politica.

Obama contatta subito la storia del pubblico: parla di un paese che mese dopo mese ha affrontato momenti difficili, guerra, crisi economica. Ma anche di ottimismo, speranza e forza. E’ il momento di contatto con il momento narrativo del pubblico, i suoi problemi. E’ anche il momento di un posizionamento preciso della sua storia: è una storia di ottimismo, speranza e futuro.

Le storie di americani comuni creano al contempo una condizione emotiva (storylistening trance experience) su cui Obama potrà comunicare con più forza, in un secondo momento, le proprie idee, ampliando a cerchi concentrici il proprio posizionamento politico.

Alla narrazione del cittadino, Obama aggancia sempre la propria storia personale facendo diventare il proprio vissuto garanzia della “propria capacità di comprensione dei problemi altrui” e delle proprie soluzioni politiche.

Solo ad un certo punto – e quindi ad un certo livello di partecipazione ormai già creata – il filmato si arricchisce di voce di altri autorevoli politici (governatori, senatori) a sostegno di Obama. Il loro racconto e la loro rappresentatività, offre garanzia di quanto fino a questo punto detto e di quanto seguirà. Ogni ingresso in scena di un nuovo “personaggio” (compresa la moglie) è finalizzato all’aggiungere due elementi: garanzia di fiducia, emozione umana. Nel momento in cui il video dedica maggior spazio all’espressione della propria visione, le proposte politiche vengono percepite come soluzioni, e ricevono la fiducia scaturita da una tessitura narrativa ed emozionale fin a questo punto sviluppata.

30 minuti di puro storytelling.

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