Check point story

Questa è una di quelle foto capaci di raccontare, attraverso un brano, un’intera storia, molto più grande e molto più complessa, con le sue implicazioni. Una sineddoche che racconta con la parte il tutto. E’ la conferma di ciò che spiegano molti libri che parlano di storytelling, spiegando come una narrazione possa dare da sola il senso di una complessità, perché oltre a ciò che descrive, trasmette anche il contesto.

In questa foto, non possiamo schierarci con nettezza nella difficile storia sovrastante, ma solo nel brano narrativo che ha per protagonista un bambino. E’ lui il piccolo eroe a cui ci immedesimiamo e di cui cerchiamo di capire e misurare il punto di vista. E’ una foto da leggere in ogni atteggiamento anche delle altre persone ritratte, non solo nel bimbo. Personalmente voglio leggere un moto di comprensione e di attenzione anche nel soldato (o soldatessa) che si è abbassato a livello del bambino. Mi piace pensare che sia stato un modo per ridurre l’arroganza che gli ha imposto il ruolo.

Per il resto vale la pena fermarsi un po’ e finire nell’arco di esperienza della storia. Solo l’indicazione geografica: siamo in Palestina, ad un check point all’ingresso di Israele. Buona lettura.

 

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