Fotografia e forza narrativa

Vorrei ampliare un po’ l’orizzonte di questo mio blog. Già di tanto in tanto ho inserito letture narrative di trasmissioni televisive o addirittura videoclip.

 Ho conosciuto la fotografia sul piano professionale e su quello artistico, e so bene quanto certe fotografie possano raccontare in modo istantaneo, trasmettendo un flusso di sensazioni non ordinate che in qualche magico modo ricompongono nella nostra mente gli elementi ripresi, suscitando emozioni e considerazioni. Penso che il potere di far cambiare un’opinione o una convinzione venisse esercitato attraverso l’uso delle parole, o meglio, delle storie che con esse si possono costruire; anche se le immagini colpiscono, catturano, trasmettono informazione pensavo nel mio intimo che comunque l’ultima parola spettasse proprio alla parola. Attraverso essa un concetto ci rimane in testa e dobbiamo da quel momento farci i conti: lo integriamo, lo scartiamo o gli permettiamo di cambiarci poco o tanto.  Tuttavia esistono fotografie che hanno un potere così permeante da superare ogni parola e riuscire a raccontarci una storia nel profondo, facendoci vivere un arco di esperienza che in un lampo passa dalla fase di contatto a quella di immedesimazione, fino a sollecitare una trasformazione: di pensiero, di idea, di punto di vista.

Ho trovato tale forza narrativa nelle fotografie di guerra e di reportage di Zoriah. Più che un fotografo di guerra: un fotogiornalista umanitario, come si definisce lui. Le sue foto, talvolta tragiche, raccontando tragedie umanitarie come guerra appunto, ma anche terremoti e disastri naturali mantenendo il contesto narrativo (cultura, valori, usi) in cui avvengono; permettono di approfondire in modo crudo, realistico, quasi psicometrico, ciò che in tv vediamo in modo filtrato e sbrigativo. E riescono a trasmettere il contesto narrativo (cultura, valori, usi).

Ve ne propongo una. Unica informazione scritta il luogo e il tempo in cui è stata scattata: Iraq, durante la seconda guerra del golfo. Merita di essere letta.

 

 

Iraq. Zoriah Miller©

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