Prima il Veneto. La forza narrativa di una visione.

(Tratto dall’analisi di storytelling politico: Luca Zaia, la storia che ha vinto le elezioni regionali in Veneto – Maggio 2010)

Luca Zaia, nelle regionali del 2010, ha impostato la propria campagna elettorale su uno slogan, Prima il Veneto, che ha saputo contattare in modo ampio ciò che i veneti chiedevano in quel momento alla politica dei propri amministratori locali. Alla luce dei risultati elettorali e del fatto che il Presidente della Regione Vento risulti nei sondaggi il governatore più apprezzato, l’impostazione del suo racconto politico conferma di aver contattato il momento narrativo biografico dei suoi elettori. Prima il Veneto non è stato solo uno slogan efficace, per diverso aspetti, sul piano comunicativo ma ha costituito la punta dell’iceberg di una comunicazione testa in gran parte al far immaginare un futuro di cambiamento.

Se un leader, oltre ad essere credibile, racconta una storia efficace con cui fa vedere un domani possibile, l’elettore si trova ad avere nella propria mente un’anticipazione di questo domani: ci vedrà il pagare meno tasse, l’avere ospedali più efficienti, una vita più agiata, riuscire ad arrivare a fine mese, la possibilità di superare la crisi economica. E così via. Costruire e raccontare una storia rivolta al futuro è forse la più insidiosa delle narrazioni; genera sospetti se non viene da una base di fiducia, e la gran mole di aspettativa che crea sul pubblico pone l’attenzione sul fatto che poi deve essere soddisfatta sul piano oggettivo dei fatti (e per questo adeguatamente raccontata). E’ inoltre labile, facilmente sfaldabile, sgonfiabile assieme all’entusiasmo che ha ingenerato, quando la realtà presenta un intoppo che sembra rendere irraggiungibile o a far apparire troppo lontano e irrealizzabile il futuro immaginato. Tuttavia è questa visione che – per chi si trova con un minimo accordo rispetto alle premesse narrative di un candidato, ed ha in lui fiducia – l’elettore rielaborerà e adatterà al proprio contesto ponendo in relazione i propri sogni a quelli del candidato. Il sogno del candidato diventa anche il “suo”, e s’innesca un meccanismo di condivisione e di identificazione.

Luca Zaia, forte di una credibilità conquistata anche a livello nazionale e di una mai assente linea narrativa legata al locale e alle proprie origini, sembra essere riuscito proprio a far passare la propria promessa innescando questo tipo di identificazione. Ottenendo dai veneti il consenso che l’ha portato alla guida della Regione.

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