La Fiat 500 e Luciano Ligabue

Due esempi in ambiti differenti – e non politici – di come lo storytelling può creare risonanza attraverso un racconto che fa leva sulla memoria autobiografica del pubblico (vedi Brief3 – Sintonizzarsi col pubblico e creare risonanza) . Lo spot della Fiat 500 di qualche anno fa (applicazione dello storytelling in pubblicità), e il video clip della canzone di Luciano Ligabue Buonanotte all’Italia (applicazione a scopo di intrattenimento).

Nello spot della 500 il protagonista è un bambino che guarda con incanto, proiettate sullo schermo di un cinema, il susseguirsi di immagini che appartengono alla storia di tutti gli italiani. Ogni immagine è un frame carico di significati per ciascun italiano. Lo spettatore viene emozionalmente coinvolto dal senso delle parole del narratore e dalla melodia del pianoforte di Allevi che accompagna lo spot. Sul piano intellettuale chi vede lo spot è stimolato a riconoscere un confronto di storie che egli conosce (appaiono infatti istituzioni, personaggi, avvenimenti storici ecc), e da un susseguirsi di dicotomie (“bene e male, giusto e sbagliato”) sostenuto dalle immagini e dalla voce del narratore. E’ invitato a sognare (“cosa vogliamo essere o non essere, chi vogliamo diventare”), a credere in sé proprio guardando agli alti esempio di personaggi che appaiono nel video. Lo spot è una narrazione che pesca nel passato degli italiani, li coinvolge e li invita a guardare al futuro. Il bambino incantato a guardare la sequenza sta per una nuova generazione, sottolinea un fluire del tempo, una continuità che prosegue; nuove generazioni a cui tramandare questi valori e questa storia che ci appartiene.

Clicca per vedere lo Spot Fiat 500

Il video di Buonanotte all’Italia di Luciano Ligabue, sviluppa una narrazione simile, sempre attraverso frame significativi per tutti gli italiani, ma più orientata a raccontare l’Italia. Alcuni personaggi o fatti sono comuni a quelli dello spot della 500 ad indicare come quando si va a pescare nella memoria collettiva degli italiani ci si trova in un terreno comune, di comuni valori riconosciuti. Qui non c’è un gioco dicotomico di valori come nello spot della 500 ma piuttosto un prendere coscienza di quante cose sono in fondo comuni. L’emozione passa attraverso il testo della canzone e la sua musicalità, oltre che dai volti di italiani e personaggi di ieri e oggi, amati, stimati o rispettati.  Ma non solo volti, vere e proprie immagini come metonimie che raccontano intere storie: artisti, politici, attori, registi, intellettuali, istantanee di terremoto, di atti di terrorismo. Partecipare emotivamente a questa narrazione risveglia un forte senso di comunanza, di popolo che è l’insieme delle proprie storie. Il livello di partecipazione alla storia diventa estremamente evidente durante l’esecuzione dal vivo del brano. Mentre le immagini scorrono su schermi giganteschi, il pubblico si lascia andare ad ovazioni quando riconosce un personaggio particolarmente caro o applausi per comunicare stima, o “silenzi” rispettosi e coinvolti, a seconda del tono della singola fotografia-narrazione che appare.

Clicca per vedere il video di Buonanotte all'Italia

Un valore in più di queste due narrazioni è dato dal fatto che non sono state create con un intento di parte e quindi un fine che porta in ultima istanza ad una scelta di parte; ma semplicemente con intento di ricordare a tutti un certo numero di storie che accomuna. Evocare questa comunanza e darne un valore. Attraverso una narrazione.

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